La personalità paranoide è una condizione cronica e pervasiva caratterizzata da una modalità di pensiero distorta per via di una costante mancanza di fiducia e di una rigida sospettosità verso gli altri. Gli individui con disturbo paranoide di personalità tendono ad interpretare le azioni deli altri come malevole, nel timore di essere sfruttati, danneggiati ed ingannati, anche in assenza di dati reali che confermano tali timori.
L’idea di Sé da parte del soggetto con Disturbo Paranoide di personalità è legata all’estrema vulnerabilità al maltrattamento da parte degli altri. Al contempo l’idea degli Altri è quella essenzialmente di soggetti subdoli, sleali e segretamente manipolativi.
Per gestire la situazione temuta, queste persone diventano ipervigili e sempre in allerta, alla continua ricerca di segnali di minaccia, di falsità e di significati sottostanti nelle parole e nelle azioni altrui, che confermeranno i loro timori.
Spesso queste persone appaiono “fredde” e prive di sentimenti, si mostrano eccessivamente permalosi, polemici, ostinati e sempre pronti a contrattaccare quando credono di essere criticati o maltrattati.
Questi soggetti presentano inoltre due difficoltà che si rinforzano reciprocamente e che mantengono la sfiducia e la sospettosità che sta alla base del disturbo. La prima è rappresentata dall’incapacità di porsi nella prospettiva dell’altro, di distinguere il proprio punto di vista da quello altrui; l’altra è la difficoltà a distinguere tra mondo esterno (realtà obiettiva) e mondo interiore (proprie sensazioni e idee). La sensazione pervasiva di minaccia, ad esempio, non viene mai considerata come un vissuto soggettivo, una fantasia o un’ipotesi, ma come un dato di realtà assoluto e certo.
Le principali emozioni provate quindi sono la rabbia, quando la convinzione è di essere, ingiustamente, vittime di un mondo ostile e umiliante, e l’ansia e la tristezza quando avvertono la sensazione di essere esclusi, in quanto non voluti.
Diffidenza e sospettosità portano il soggetto ad avere atteggiamenti e comportamenti che possono causare numerosi problemi lavorativi, coniugali, relazionali e, in alcuni casi, può portare ad un isolamento che peggiora e rinforza il disturbo stesso. La modalità di interazione spesso controllante, aggressiva e sospettosa, ad esempio, rischia di suscitare nelle altre persone proprio il comportamento ostile o l’allontanamento temuti dal paranoico, andando così a rinforzare l’idea di sé e degli altri che motivano il suo comportamento.
LA TERAPIA
Le ricerche in questi anni hanno dimostrato che l’intervento sul Disturbo paranoide di personalità per essere efficace deve lavorare essenzialmente su tre fronti:
- Aiutare la persona a riconoscere e identificare quali emozioni prova, come pensa, agisce e fronteggia i problemi. Il terapeuta pertanto allena il paziente a riconoscere quando si trova in uno stato di minaccia, pericolo o derisione, a cui seguono emozioni quali ansia, tensione, rabbia, oppure lo stato in cui sente di essere stato escluso dagli altri, a cui, invece, seguono tristezza ed isolamento.
- Insegnare abilità di comunicazione utili negli ambienti sociali per migliorare il funzionamento interpersonale
- Lavorare per migliorare l’incapacità di porsi nella prospettiva dell’altro e la difficoltà di distinguere tra mondo esterno e mondo interiore.

