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Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2019 presso l’Università degli Studi di Firenze, con votazione di 110 e lode/110 e menzione speciale. Nel 2020 ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione medica e si è iscritta all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Firenze n. 15196.
Ha conseguito la Specializzazione in Psichiatria presso l’Università degli Studi di Firenze, con votazione di 70 e lode/70, discutendo una tesi dal titolo “Trattamento della depressione resistente con distress ansioso: possibile ruolo dell’esketamina”. È iscritta nell’elenco degli psicoterapeuti dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Firenze. Ha inoltre completato la formazione di primo e secondo livello in EMDR.
Durante il percorso di specializzazione ha maturato una significativa esperienza clinica nell’ambito dei disturbi dell’alimentazione, occupandosi della presa in carico nelle diverse intensità di cura (Day Hospital e ambulatori specialistici), attraverso un approccio integrato psicofarmacologico e psicoterapico.
Ha inoltre approfondito il trattamento dei disturbi d’ansia, dell’umore, del disturbo ossessivo-compulsivo e della salute mentale perinatale. Ha consolidato le proprie competenze nella psichiatria territoriale attraverso esperienze presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze e il Centro di Salute Mentale Quartiere 2, sviluppando competenze nella gestione delle acuzie e dei casi clinici complessi, nonché nella continuità assistenziale.
Coautrice di alcune pubblicazioni scientifiche, ha condotto interventi di psicoeducazione sui disturbi d’ansia e dell’umore rivolti a persone con diabete mellito di tipo 1.
Svolge visite psichiatriche e percorsi di psicoterapia per diversi disturbi psicopatologici, tra cui:
“Nella pratica clinica dedico attenzione non solo alla riduzione del sintomo, ma anche alla sua comprensione all’interno della storia e dell’esperienza della persona. Attribuisco particolare importanza alla costruzione di una relazione terapeutica, intesa come uno spazio in cui poter accogliere senza giudizio il disagio, per comprenderlo e dargli significato, aiutando la persona a riconoscere e valorizzare le proprie risorse interiori secondo un percorso di cura condiviso e riservando il trattamento farmacologico alle situazioni in cui sia necessario e clinicamente indicato.”