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I GIOVANI E L’ALCOOL

By 22 Ottobre 2019Febbraio 12th, 2021No Comments

I GIOVANI E L’ALCOL
VECCHI VIZI E NUOVE TENDENZE

«Bevo. Come potrei altrimenti affrontare l’orrore esistenziale e continuare a lavorare?»
Questa giustificazione dell’uso e dell’abuso di alcol è stata chiamata da Stephen King la “spiegazione Hemingway” ma si adatta in realtà a un gran numero di forti bevitori. Giustificare i propri vizi è senz’altro umano, ma ciò, a occhio clinico, svela la volontà di perpetrarli e suscita domande sulle loro radici profonde.
Lo scopo di questo articolo è proporre un quadro sintetico ma attuale sull’assunzione smodata di alcolici, ponendo la propria attenzione particolarmente sulle abitudini, i vizi e le tendenze dei giovani e degli adolescenti.
I giovani sono più vulnerabili agli effetti sia fisici che mentali dell’alcol e pertanto sono più esposti ai suoi rischi. I ragazzi tra gli 11 e i 15 anni infatti sono orientati in numero sempre più crescente verso il modello che in America è chiamato Binge Drinking, cioè un abuso di alcol concentrato in singole occasioni. In particolare inizialmente di episodi che si circoscrivono al fine settimana, durante i quali i ragazzi bevono in modo occasionale: alle feste, all’aperitivo o in discoteca, e raramente da soli. Questo comportamento ha effetti devastanti sulla salute in quanto l’organismo di un adolescente è ancora in completa evoluzione e l’alcol ha l’effetto di rallentare lo sviluppo mentale.

BINGE DRINKING E BINGE DRINKER
Binge drinking, alla lettera “bevute compulsive”. Non si tratta di una vera e propria tendenza da alcool, quanto piuttosto di una tendenza alla ricerca dello “sballo” che si attua ingerendo alcolici in quantità superiore al dovuto, solitamente a stomaco vuoto. È una tendenza pericolosa che non sempre il soggetto che manifesta il binge drinking è consapevole delle conseguenze cui può portare il suo comportamento.
Risulta opportuno descrivere il binge drinker sia in termini di quantità di alcol ingerito che di frequenza d’attuazione del comportamento di abuso. Un episodio di binge drinking è caratterizzato dal consumo di 4 o più drink in una sola occasione per le ragazze e più drink per i ragazzi.
Dal punto di vista psicologico è fondamentale ricordare che, al di là della sostanza ingerita, lo scopo principale delle “abbuffate alcoliche” è la perdita di controllo, l’ubriacatura. Spesso, dunque, la sostanza rappresenta solo un mezzo e non un fine.
I soggetti possono essere classificati in funzione del consumo alcolico:
• Non bevitore, abitualmente non consuma alcol o beve una o due volte all’anno;
• Bevitore sociale, beve normalmente alcol con una frequenza che va da 3 o 4 volte all’anno a 3-4 volte a settimana, ma senza episodi di binge drinking nelle ultime 2 settimane,
• Binge drinker, da 1 a 4 episodi di binge drinking nelle ultime due settimane;
• Forte bevitore, più di 4 episodi di binge drinking nelle ultime 2 settimane.

PERCHÈ I GIOVANI BEVONO?
Secondo la prospettiva della Social Cognition,l’abuso di alcol da parte degli adolescenti è legato all’utilizzo di strategie di coping disadattive.
I giovani binge drinkers attribuiscono all’alcol la capacità di ridurre le tensioni e favorire le prestazioni sociali e hanno maggiori probabilità di ricorrere all’alcol nelle situazioni percepite come stressanti. I maschi, in particolare, utilizzano uno stile di coping evitante, dove la modalità più utilizzata è quella che in letteratura si definisce “diversivo sociale”. Le ragazze utilizzano uno stile di coping emozionale caratterizzato da ansia, rabbia, sensi di colpa rispetto agli stress da gestire .
I giovani di entrambe i sessi che fanno moderato uso di alcol utilizzano uno stile basato sull’analisi e valutazione del problema quando ritengono tali stress “situazioni modificabili”, mentre i binge drinkers e ancora di più gli heavy drinkers (bevitori forti) considerano invece gli eventi stressanti come immodificabili e ricorrono spesso all’alcol, attribuendogli la capacità di evitare o persino di negare tali stress.
Ma se uno schema interpretativo può spiegare l’abuso alcolico ricorrendo al bisogno di colmare un vuoto esistenziale, il fenomeno appare più complesso e, come nel caso di ogni dipendenza, anche il bere assume differenti valenze, che possiamo riassumere schematicamente:
– Socializzazione: quando aumentano le situazioni sociali per farlo (bar, feste con amici, discoteca), soprattutto se si trascorrono molte ore fuori casa o si ha molto tempo libero, l’assunzione di comportamenti di abuso alcolico tra i giovani aumenta. L’alcol viene spesso considerato dai giovani un mezzo per integrarsi socialmente e per ridurre la tensione, al contrario dei giovani adulti i quali dichiarano di bere per divertimento, per stare bene, per essere alla moda, per sembrare estroversi o semplicemente per combattere la noia. È importante rilevare come nella letteratura specializzata, proprio la “noia” viene assunta come la causa maggiore dell’assunzione di comportamenti potenzialmente rischiosi per la salute, come l’uso di alcolici.
– Trasgressione: la capacità del pensiero astratto, che si sviluppa proprio nell’adolescenza, porta a criticare i valori del mondo dell’adulto, l’autorità, le leggi, gli obblighi. Anche l’alcol, indicato tutt’ora come divieto, come limite del lecito oltre al quale l’adolescente può inoltrarsi solo trasgredendo, assume l’aspetto di un comportamento di rottura, col quale l’adolescente esprime la propria debole opposizione a una realtà che fatica a riconoscere come propria. In tal modo, l’individuo giovane esprime la propria adesione a un tipico archetipo occidentale della cultura adolescenziale: quello del trasgressore. Purtroppo, con tutti i rischi che questo comporta sulla salute.
– Cultura del Rischio: esiste una “cultura del rischio” che spiega la valorizzazione che i giovani attribuiscono a gesti pericolosi, come l’assunzione di alcol, droghe, comportamenti sessuali estremi, ricerca di sensazioni forti.

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