Nel 1864 appare per la prima volta il termine “Diet Industry”, per definire iniziative commerciali che propongono soluzioni e programmi, fraudolenti e dannosi, per perdere peso velocemente e senza sacrifici: franchising del dimagrimento, libri di diete speciali, integratori alimentari, intolleranze, diete dei gruppi sanguigni. Si tratta di proposte spesso accompagnate da messaggi simili: “È infallibile”, “Milioni di persone ci sono già riuscite”, “Non servono sacrifici”, “È sano e naturale”. Si tratta delle cosiddette “Nutrition Fake” ovvero un bombardamento social di false notizie su alimentazione e perdita di peso. Si trovano molti siti web in cui vengono pubblicate novità imperdibili sul dimagrimento e i social ne aumentano la visibilità e la condivisione, amplificandone il loro effetto.
Oltre a questo, si sono aggiunti sistemi di divulgazione e vendita attraverso profili che propongono e vendono salute e soluzioni per perdere peso. Queste strategie di marketing si riferiscono al problema peso come scelta personale, trasmettendo immagini e slogan che legano al dimagrimento la chiave per avere successo nella società. È un sistema che preme sul senso di colpa e sulla paura, danneggiando l’autostima delle persone con eccesso di peso.
Le nutrition fake costituiscono un danno alla salute pubblica e individuale e, a pagarne le conseguenze più gravi sono i pazienti. Affidarsi a questi sistemi non serve a risolvere il problema: il problema sembra risolto ma solo temporaneamente in quanto, dopo, si innescheranno circoli viziosi in cui sfiducia e senso di fallimento indurrà, in estremo, a rinunciare ad intraprendere modelli di cura più efficaci e sicuri, accentuando il rischio di patologie correlate all’eccesso di peso, con un aumento del costo economico personale.
Risulta quindi necessario un cambiamento di prospettiva in cui, invece di domandarsi e cercare la dieta migliore che possa garantire una migliore gestione del peso a lungo termine, sarebbe meglio interrogarsi sulle differenze individuali (modo di pensare, comportamenti) tra coloro che hanno più successo di altri nella perdita e nel mantenimento del peso. L’obesità è una patologia cronica e la sfida più grande che ci troviamo ad affrontare riguarda il mantenimento del peso nel lungo termine.
Ogni professionista dovrebbe affidarsi alle evidenze rifiutando categoricamente ogni coinvolgimento ad attività che si allontanino da esse. Si tratta di una forma di garanzia per noi e soprattutto per i pazienti.
AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso)








